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Dal Miracolo Economico alle Sfide del Terzo ME

Miracolo economico Anni ‘50
A partire dagli anni 50 la crescita diventa un fenomeno sempre più impetuoso. In questi anni circa 3 milioni di italiani dalle campagne trovano lavoro nelle città, nell’industria oppure terziario. La popolazione dei capoluoghi raddoppia. C’è ovunque una grande fame di case l’edilizia che significa cemento, acciaio e impianti elettrici diventa un grande volano dello sviluppo. Lo chiamano il miracolo economico, il cosiddetto boom.

Vi fu uno sviluppo veramente grandioso nel campo economico quanto nel campo sociale. In 10 anni dal 1951 la produzione automobilistica italiana si è quintuplicata e raggiungerà presto il milione di vetture all’anno circa loro circolano circa 5 milioni di autoveicoli e la motorizzazione di massa modificato la vita il costume degli italiani.

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Autostrada del Sole
La costruzione dell’autostrada del Sole rappresenta uno dei momenti più emblematici di un’Italia che si trasforma a una velocità vertiginosa. La prima pietra è posata nel 1956. In otto anni di lavoro, Milano e Napoli sono puntualmente collegate da 755 km di autostrada. Il nome è stato inventato da Boldrini, vicepresidente dell’Eni è messo a punto da quattro grandi imprese Fiat, Pirelli e Italcementi e offerto gratuitamente all’Anas. Venne chiamata autostrada del sole perché permetterà a milioni di automobilisti di giungere velocemente verso la luminosità perenne del Golfo di Napoli.

Olivetti verso l’elettronica
Agli inizi degli anni 60 del laboratorio dell’Olivetti c’era un grande fermento per la nuova strada dell’elettronica. Succedono però fatti drammatici. Il primo dramma è la morte di Adriano Olivetti mentre ero in viaggio sul treno. Nel 1955 l’Olivetti aveva allargato la ricerca la progettazione al mondo dell’elettronica. Adriano Olivetti affida la nuova attività al figlio Roberto che mette insieme un gruppo di giovani ricercatori capitanato dall’ingegnere italo cinese Marco Chou.

La strada dell’informatica richiede però risorse difficilmente raggiungibili dopo la morte di Adriano Olivetti. La famiglia è incerta sugli sui futuri indirizzi aziendali che può fornire una situazione finanziaria pesante. Viene creato un gruppo di salvataggio coordinato da Mediobanca e composto da Fiat, ENI e Pirelli. Ha inizio un programma di risanamento che praticamente obbliga l’Olivetti a cedere la divisione elettronica alla General Electric.

Questa storia ormai lontana e dimenticata è sempre comunque attuale perché era il segno di un disinvestimento in ambito industriale. Il settore strategico dell’informatica ha continuato la sua corsa che si è andata concretizzando negli anni successivi a livello internazionale.

Montecatini – Brindisi
Ancora agli inizi degli anni 60, Brindisi era una città assolutamente periferica. Sopravviveva di sola pubblica amministrazione in una in una regione a vocazione quasi esclusivamente agricola. E’ qui che la Montecatini decide di costruire il più grande impianto per la produzione di nuovi prodotti plastici. L’investimento toccherà la cifra enorme per l’epoca di 160 miliardi. L’azienda deve affrontare oltre i problemi finanziari, le difficoltà di addestrare istruire e avviare la fabbrica, un personale che poco prima dell’assunzione era ancora impiegato nei campi.

Tradizione Italiane e le sfide a nostri giorni
La nostra è sempre stata un’ambizione timida, forse anche repressa. Ai giorni nostri permane un senso di nazione piuttosto blando. Non si esclude però che in questa fase di crisi si possa ci possa essere anche una grande opportunità. La sfida che vive anche chi scrive è continuare sulla strada di rilanciare un modo diverso di stare insieme.

La missione di Cartucceaffrancatrici.com è fare leva sulla passione, allestendo prodotti e servizi all’altezza della nostra tradizione.